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Castel del Monte PDF Stampa E-mail
Distanza 48,2 Km - Tempo di percorrenza circa 50m - Come raggiungerla: clicca qui
Fu fatto costruire da Federico II di Svevia e doveva essere quasi completato nel 1240, come testimonia una lettera scritta dallo stesso imperatore al giustiziere Riccardo di Montefuscolo, in cui ordinava di procedere senza indugio alla sistemazione del lastricato. Costruito sulle rovine di una precedente fortezza, prima longobarda e poi normanna, Castel del Monte, privo architettonicamente di elementi tipicamente militari, non fu probabilmente una fortezza, ma forse una residenza di caccia e opera grandiosa, sintesi delle pi alte scienze matematico-astronomiche. L'edificio ha pianta ottagonale (16,30 m per lato all'esterno) e ad ogni angolo si erge una torretta a sua volta ottagonale (lato 3,10 m), mentre l'ottagono che corrisponde al cortile ha lati di 8,65 m ciascuno. Il diametro dell'intero castello di 56 m mentre il diametro di ogni torre di 7,80 m . Le torri sono alte 24 m. L'ottagono su cui articolata la pianta del complesso e dei suoi elementi una forma geometrica fortemente simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l'infinit del cielo e quindi segnerebbe il passaggio dall'uno all'altro. La scelta dell'ottagono potrebbe derivare dal Duomo delle Rocca a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la crociata o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana. Castel del Monte si trova nel territorio del comune di Andria in provincia di Bari, in Puglia, adagiato su un colle a met strada tra la cattedrale gotica di Chartres, una delle pi belle della Francia, e la piramide di Cheope.

Racconta una leggenda che in quel punto, isolato dai centri abitati, vi era un tempio molto antico con al suo vertice una statua sul cui capo era impressa una scritta il mio capo di bronzo ma al levar del sole alle calende di maggio sar d'oro. La scritta rimase indecifrabile fin a quando un giorno l'enigma fu risolto da un saraceno, il quale il primo di maggio al sorgere del sole inizi a scavare nel punto in cui era proiettata l'ombra della statua, ritrovando un'enorme quantit di preziosi e di oro; con questo tesoro fu costruito il castello. Il castello, col passare del tempo, fu spogliato e depredato dei suoi meravigliosi arredi e nel corso dei secoli, si persa ogni traccia di Federico II. Con un attenta ricerca, per, si possono rinvenire delle impronte lasciate dall'imperatore nell'antico castello, che dimostrano e confermano il legame con la costruzione. La prima di queste impronte riscontrabile nella 6^ sala, quasi nascosta da un gioco di luce: precisamente nel lato interno della bifora nella sezione circolare, scolpito un giglio a 3 foglie con stelo; lo stesso fiore che si trova in uno dei suoi scritti pi celebri: ars venandi cum avibus; infatti l'imperatore con la mano destra impugna verso l'alto quel fiore che secondo la leggenda gli fu fatale: la prima traccia, il primo legame con l'Imperatore, un simbolo da sempre legato alla sua persona. Ci che pu essere considerato oggetto di dubbi e discussion la somma degli otto lati su cui poggiano i muri perimetrali e i restanti 48 piccoli lati delle torri raggiungendo la sommatoria di 56, gli anni di vita dell'Imperatore, nato nel 1194 a Jesi e morto nel 1250 presso Fiorentino di Puglia.

Bisogna dire che a Castel del Monte nulla, ma proprio nulla, stato lasciato al caso; inoltre visto che l'imperatore era considerato immortale o meglio, secondo la profezia di Merlino il mago, doveva vivere 267 anni, il numero 56 impresso nella roccia potrebbe dimostrare l'ultimo omaggio a Federico da parte dei suoi architetti; ma se cos fosse, dimostrerebbe in questo caso che i lavori del castello furono conclusi subito dopo la sua morte dimostrando cos che l'opera da lui commissionata non vide mai entrarvi la sua persona. Un altro elemento di osservazione quello dell'ingresso del castello, un ingresso caratterizzato da un meraviglioso portale dalla breccia corallina, da 2 colonne e dai 2 leoni: il primo con lo sguardo rivolto verso il sorgere del sole al solstizio d'inverno e il secondo con lo sguardo rivolto nella direzione del sorgere del sole nel solstizio d'estate e con un sistema di gradini posti sui lati della costruzione. Tale sistema permette a colui che esce dal suo portale di non dare mai le spalle al castello, quasi in senso di rispetto, quasi ci si trovasse in una chiesa o che il castello custodisse qualcosa di veramente sacrale tale da garantirgli il massimo riguardo. Osservando tale portale possiamo trovare la terza ed ultima impronta dell'Imperatore; guardandolo ponendoci di fronte ed immaginandolo diviso in 2 parti uguali da una linea verticale, apparir sul lato sinistro una grande F che indica l'iniziale di Federico II di Svevia. Un'impronta fondamentale dell'imperatore, tale da realizzare i gradini sul lato della costruzione; un sistema di scale che permetteva di uscire dal castello con assoluto rispetto in modo da non dar mai le spalle al suo Signore, a colui che era stato il sole delle genti e del sapere del secolo XIII.
 
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